Venerdì 20 gennaio 2023 alle ore 21 presso l’Aula Magna dell’Università dell’Insubria (Via Ravasi 2, Varese) verrà presentata la mostra

Uomini nonostante tutto. Testimonianze da Memorial.

Interverranno Adriano dell’Asta (Università Cattolica Milano / Fondazione Russia Cristiana) ed Elena Zhemkova (Direttore esecutivo di Memorial International).

La mostra sarà esposta in Sala Veratti (Via Veratti 20, Varese).

Sarà inaugurata sabato 21 gennaio 2023 alle ore 17.30 e sarà visitabile dal 21 al 28 gennaio, secondo questi orari:

TUTTI I GIORNI     09.00–13.00 | 15.00–19.00

MARTEDÌ E GIOVEDÌ  09.00–13.00 | 15.00–22.00

Per gruppi numerosi è richiesta la prenotazione: memorialvarese@gmail.com.

LA MOSTRA

La mostra nasce da due percorsi espositivi realizzati negli ultimi anni a Mosca da Memorial sulla base dei propri archivi e collezioni museali: il primo, dedicato alle lettere che i padri scrivevano ai figli e alle famiglie dai lager; il secondo, sull’universo femminile nei lager, sui piccoli oggetti (ricami, disegni, pupazzetti), che le madri in lager confezionavano per i figli, nel disperato tentativo di mantenere vivo un legame che a causa del passare degli anni e della propaganda del regime sembrava inesorabilmente destinato a spezzarsi.

Attraverso queste corrispondenze e questi oggetti – a volte poveri, ingenui, a volte testimoni di una sorprendente creatività – emergono storie straordinarie di umanità, amicizia, di dolore e di verità, che documentano la passione per l’uomo che si conserva nelle più intime fibre della persona. In ogni sezione si alternano «voci» che sottolineano le condizioni disumane, volte appunto a umiliare, annichilire la persona, e altre che parlano della dignità riconquistata, di un «bene» che può risplendere ovunque e, nonostante tutto, consentire di restare uomini. La mostra è costruita su testi, video e foto (le collezioni di Memorial presentate nella mostra sono attualmente sotto sequestro).

MEMORIAL

Memorial nasce nel 1987 nel clima di apertura e di glasnost (trasparenza) della perestrojka (ricostruzione). La dissidenza degli anni Ottanta e l’attivismo politico dell’era Gorbaciov uniscono le loro energie per far emergere una verità storica fino allora occultata: la storia dei crimini perpetrati dal regime sovietico, in particolare negli anni della repressione e del terrore staliniano. Andrej Dmitrievič Sacharov, celebre premio Nobel per la pace nel 1975, è il primo presidente. Documentare e perpetuare la memoria storica di questo cupo passato, partecipare alla lotta contro il totalitarismo in ogni tempo e in ogni luogo, difendere i diritti umani: è questo il compito di Memorial.

Il 30 ottobre 1989 Memorial organizza una grande catena umana in piazza Lubianka per commemorare i prigionieri politici. La piazza Lubianka è sede del KGB e, prima ancora, dell’Nkvd (Comitato per la sicurezza dello Stato, organo di polizia segreta dell’URSS): luogo simbolico di repressione, di oppressione, di tortura. Da allora il 30 ottobre ricorre in Russia la giornata in ricordo delle vittime delle repressioni politiche: fino al 2022, quando la giornata viene cancellata d’autorità.

A partire dal 2007, ogni anno, la vigilia del 30 ottobre è diventata il momento della “restituzione dei nomi”: simbolo politico e culturale di Memorial, si svolge secondo una modalità meno ufficiale e più libera. Davanti al masso proveniente dal lager delle isole Solovki, chiunque può presentarsi e leggere pubblicamente il nome (e pochi altri dati) di una vittima delle repressioni politiche avvenute durante il Grande Terrore. “Chiamare per nome” rende concreta una vita e sottrae all’oblio coloro che sono morti due volte, la prima fisicamente, la seconda nel silenzio della cancellazione. La poetessa Ol’ga Sedakova ha detto: “Per me questo è il giorno più importante del calendario. In piazza Lubjanka, quando si leggono i nomi degli innocenti che sono stati uccisi, si prova allo stesso tempo un profondissimo dolore e una profonda purificazione, come nella tragedia greca. Non c’è altro evento pubblico che faccia provare una cosa del genere. È molto importante che a leggere i nomi vengano sia persone per le quali queste vittime fanno parte della propria memoria personale e familiare, sia persone che non hanno avuto vittime fra i parenti”.

Questo modo profondamente umano di restituire un’identità a chi è stato annientato dalla brutalità della violenza di Stato esprime pienamente la visione del mondo di Memorial: l’attenzione e la cura per l’uomo, per la singola persona, per il singolo destino. Il 29 dicembre 2021 il Tribunale di Mosca ha ordinato la chiusura del “Centro Memorial per i diritti umani”, giudicato colpevole di aver violato la legge sugli “agenti stranieri” e aver “giustificato il terrorismo e l’estremismo” pubblicando sul proprio portale una lista delle persone imprigionate per ragioni politiche a seguito di processi iniqui.  Il giorno prima, il 28 dicembre, la Corte suprema aveva disposto la chiusura dell’organizzazione sorella Memorial International. La decisione viene confermata il 27 febbraio 2022, tre giorni dopo l’inizio della guerra contro l’Ucraina.

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