Nell’era dell’apparenza sono le fotografie il vero termometro del successo dei vertici internazionali. Le note congiunte vanno lette, spesso sono lunghe e scritte in modo sterile. Le foto invece dicono subito qualcosa, diventano virali, occupano i media e si trasformano in meme.

Questa foto è un messaggio politico chiaro. Xi, Putin e Modi, i leader di Cina, Russia e India si sono fatti vedere spesso assieme durante il 25esimo vertice dello SCO, l’Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai, tenutasi nei giorni scorsi nella città portuale di Tianjin. Loro tre nella stessa stanza si sono trovati anche nei precedenti vertici dell’Organizzazione ma i sorrisi, le strette di mano e un atteggiamento di ostentata “complicità” dicono molto di uno storico riallineamento, impensabile fino a poche settimane fa e accelerato dalle scelte strategiche degli USA di Donald Trump.
Circa metà dell’economia globale, i rappresentanti del 40% della popolazione mondiale, 3 dei 4 principali arsenali nucleari erano lì. In questo interessante approfondimento l’ISPI analizza il lascito di un vertice che suona tanto come il primo mattone della costruzione di quello che ha l’ambizione di diventare un nuovo sistema di governance globale, alternativo ai sistemi creati dall’Occidente negli ultimi 80 anni.

E se le foto delle strette di mano non bastano ci sono sempre le immagini della parata militare tenutasi pochi giorni dopo.
OCCHI AL POPOLO
“Oggi gli americani raramente sono entusiasti dei grandi progetti edilizi. Questo è dovuto in parte al fatto che sono associati a danni ambientali e in parte al fatto che richiedono molto tempo per essere completati. Ma è anche perché sono diventati così rari che le persone hanno dimenticato quanto possano migliorare la vita.”
Questo articolo di The Free Press, scritto dal ricercatore dello Hoover Institute di Standford Dan Wang, paragona Cina e USA sul piano della loro capacità di costruire infrastrutture. Si trovano diverse considerazioni al suo interno che meritano approfondimento: gli USA per restare superpotenza devono riscoprire l’arte di costruire. La Cina in questo campo li ha surclassati, usando un metodo che ha portato benefici alla sua popolazione, interpretando l’interesse pubblico in modo leninista, senza un coinvolgimento delle persone.
In questo interessante estratto della sua video intervista con la giornalista ucraina Katya Nesterenko Lorenzo Cremonesi, inviato di guerra del Corriere della Sera, si pone domande concrete sulle conseguenze che il conflitto avrà sul popolo ucraino. Questa guerra è veramente di popolo per loro: sono migliaia i volontari partiti per il fronte. Come si gestiranno i reduci? Se dagli accordi non emergeranno condizioni di sicurezza che diano chiaramente all’Ucraina la possibilità di sopravvivere alla minaccia russa la pace resterà un miraggio.
Insomma: se le politiche non guardano ai bisogni veri delle persone ma restano un esercizio di potere raramente portano a conseguenze positive.
NOI EUROPEI COSA VOGLIAMO?
Sembra un disco rotto ma la domanda è sempre quella: e l’Europa davanti a questo cosa fa? Siamo spettatori con poca capacità di incidere. Eppure non è questo quello che il popolo dell’Ue desidera. Politico racconta di come gli elettori europei in realtà credano di più in un’Europa sovrana rispetto alle loro élites. E i dati sono confermati anche da un sondaggio di Eurobarometro. Gli europei auspicano maggiore unità continentale sui temi di difesa e competitività.
Ma come può questa Unione Europea intercettare realmente questo desiderio? Cambiando la sua organizzazione, come ha detto in modo cristallino, ancora una volta, Mario Draghi durante il suo discorso per l’apertura dell’edizione 2025 del Meeting di Rimini.
SUI BANCHI
Intanto in Ucraina l’anno scolastico è ripartito l’1 settembre. Un reportage di Repubblica racconta gli sforzi di un popolo che vuole ripartire nonostante tutto. Sono 170 le scuole con rifugi antimissile in costruzione in tutta l’Ucraina.
Le scuole stanno ripartendo anche in Terra Santa, con la dolorosa eccezione di Gaza. Qui la lettera del Patriarcato Latino di Gerusalemme per l’inizio dell’anno:
“Nella nostra visione, la scuola non è solo muri e libri, ma una casa dove la conoscenza e la fede abitano insieme: dove la mente è illuminata dalla luce della verità, il cuore cresce nell’amore per Dio e per gli altri, e l’anima è ancorata nella speranza.”
