DEFCON – è finita un’epoca

La nuova national security strategy statunitense certifica la fine delle relazioni transatlantiche per come le abbiamo conosciute dal 1945 a oggi

Trentatré pagine bastano per riscrivere il mondo? Solo la Storia ce lo dirà ma sicuramente la nuova National Security Strategy pubblicata venerdì dall’amministrazione Trump sancisce la fine dell’alleanza transatlantica che ha regolato gli equilibri globali dal 1945 a oggi. I cambiamenti epocali da cui nasce questo documento non iniziano certamente oggi e non termineranno alla fine di questo mandato. Ma la scossa è forte e leggere in un testo ufficiale USA che l’Unione Europea è un ostacolo alla democrazia fa un certo effetto.

La NSS è un documento che ogni amministrazione statunitense pubblica durante il mandato. Il suo scopo è definire in modo unitario e coerente la visione strategica di lungo termine di tale amministrazione: una dichiarazione di intenti rivolta sia alla nazione sia al mondo. Se già nel 2017, con la sua prima NSS, Trump aveva dipinto il mondo come una competizione tra potenze dando la sua prima spallata all’ordine globale multilaterale, il nuovo documento conferma questa visione. La transizione verso un mondo multipolare si sta completando.

Questa NSS conferma il riassetto strategico degli USA verso il Pacifico, dove è in corso il vero scontro per la supremazia di questo secolo con la Cina. Nel documento Africa e Medioriente sono praticamente ignorate e pure all’Europa sono dedicate poco più di due pagine, in cui comunque non si menziona mai la Russia come un problema per la stabilità dell’area e si ribadisce la visione già accennata dal vice-presidente J.D. Vance a Monaco durante la Conferenza sulla Sicurezza. Qui un passaggio del testo:

“Le questioni di fondo che l’Europa deve affrontare includono le attività dell’Unione Europea e di altri organismi transnazionali che minano libertà politica e sovranità, politiche migratorie che stanno trasformando il continente e creando tensioni, censura della libertà di espressione e soppressione dell’opposizione politica, tassi di natalità crollati e perdita di identità nazionali e di fiducia in sé stessi.
Se le tendenze attuali continueranno, il continente sarà irriconoscibile in 20 anni o meno. Di conseguenza, non è affatto evidente se alcuni paesi europei avranno economie e forze armate abbastanza solide da rimanere alleati affidabili”.

Fabio Sabatini nota nella sua newsletter come questa amministrazione ritenga necessario un intervento politico diretto nei paesi europei per promuovere partiti sovranisti in favore di “governi di minoranza che calpestano i principi democratici”. Politico sottolinea anche come la dimensione etnico-razziale con cui questa amministrazione sembra valutare la stabilità delle alleanze sia difficile da ignorare. E si domanda come i leader dei paesi europei reagiranno davanti a questa esplicita intenzione di entrare a gamba tesa nella politica continentale. L’elemento etnico viene sottolineato anche da Axios che però non manca di far notare come diversi aspetti del documento siano in contrasto, o quantomeno mal allineati, con altre affermazioni fatte dal presidente Trump, per esempio su Gaza.

SEGNALI DA EST

Mentre le cancellerie europee si agitano sulla NSS la Russia continua ad aumentare la pressione in Europa. Documenti del Cremlino recuperati dai servizi segreti francesi dimostrano il coinvolgimento di Mosca in azioni contro ebrei e musulmani in Francia per frammentare la società. La Marina Militare Francese ha abbattuto droni non identificati che sorvolavano la base di Ile Longue, vicino a Brest, sede dei loro sottomarini nucleari. L’azione non è stata collegata alla guerra ibrida che la Russia sta conducendo da tempo contro l’Europa ma ricorda lo stile di altri sorvoli ostili condotti recentemente in altri paesi europei.

La Marina militare svedese, riporta il Guardian, sta intercettando un sottomarino russo a settimana nel Mar Baltico. L’UE dovrà decidere sempre di più da sola come difendersi: secondo Reuters gli Stati Uniti hanno stabilito che l’Europa assuma il controllo della maggior parte dei meccanismi di difesa convenzionali del continente entro il 2027. Intanto i leader dell’Unione Europea non riescono a trovare un accordo nemmeno sull’uso dei miliardi di beni russi congelati da destinare all’Ucraina: il problema principale è il Belgio.

TENSIONI TRA PAPA E SILICON VALLEY

Intanto si sta delineando sempre più l’arena per la sfida culturale che definirà il pensiero di questo secolo. Da un lato i tecno-futuristi che dominano la Silicon Valley, dall’altro Papa Leone XIV. Il Santo Padre sempre più spesso invita “tutti i costruttori di AI a coltivare il discernimento morale come parte fondamentale del loro lavoro; a sviluppare sistemi che riflettano giustizia, solidarietà e un autentico rispetto per la vita”. E per tanti dei leader delle aziende tecnologiche più importanti del mondo, in primis Peter Thiel, chi prova a invitare a una regolamentazione di questo settore è da considerare una sorta di anticristo. Paolo Benanti, consigliere di Papa Francesco proprio sui temi dell’Intelligenza Artificiale, si domanda se Palantir, l’azienda simbolo di questo mondo tecnologico, non sia una minaccia alla democrazia stessa.

Il motivo per la suscettibilità del settore tecnologico si capisce bene da questo speciale interattivo di Reuters: il settore della Intelligenza Artificiale è il motore di un boom tecnologico: dal 2013 a oggi gli investimenti in questo campo hanno superato gli 1,6 trilioni di dollari. Per capire le dimensioni di questa cifra basti pensare che mandare l’uomo sulla Luna costò alla NASA 298 miliardi.