Papa Francesco è morto due settimane ma riesce ancora a smuovere e avvicinare persone lontane. Non sono questi i miracoli che la Chiesa richiede per la canonizzazione, ma certo non si può non riconoscere una certa dose di miracolosa disponibilità a incontrarsi da parte di due capi di stato che solamente lo scorso febbraio avevano litigato in mondovisione dallo Studio Ovale della Casa Bianca.

Il primo risultato di questa foto storica, scattata proprio a margine del funerale del Santo Padre, sembra sia stato un patto minerario siglato tra Ucraina e USA. Lo ha affermato lo stesso presidente ucraino Volodymir Zelenskiy. Il conclave inizierà il 7 maggio. In attesa del nuovo Papa potremmo definire questa come l’ultima azione diplomatica di Francesco.
Con questa firma per la prima volta si mette nero su bianco un accordo per la ricostruzione del paese, devastato dalla guerra iniziata dalla Russia nel 2022. Gli USA mettono per iscritto il loro impegno per l’Ucraina, eliminando diverse clausole controverse come la richiesta di 500 miliardi in Terre Rare come rimborso per gli aiuti militari ricevuti che avevano fatto naufragare la firma dell’accordo a febbraio. Secondo la sua amministrazione questo patto aiuterà anche Trump nei colloqui con la Russia. Si vedrà.

Intanto, per capire meglio il tema delle Terre Rare, qui 8 grafici dell’ISPI.
PUTIN TIRA DRITTO
NM SPAS 757. Questo freddo codice identificava i resti di Viktoriia Roshchyna, giornalista ucraina catturata dall’esercito russo nei pressi di Zaporižžja nel 2023 e morta dopo un anno di detenzione. Il suo corpo è stato riconsegnato alle autorità ucraine a febbraio ma i medici ci hanno messo settimane per ricostruirne l’identità, anche a causa dei numerosi segni di torture. Questa inchiesta del Guardian rimette insieme i suoi ultimi mesi di vita ed è la pubblicazione della prima parte di un’inchiesta internazionale sul rapimento e la tortura sistemica di oltre 16mila civili ucraini da parte delle forze armate russe. Viktoriia aveva 27 anni.
Torture come prassi, movimenti militari ben poco rassicuranti ai confini con paesi membri della NATO: insomma, il Cremlino non sembra molto interessato a dare un segnale di apertura nei confronti dell’Occidente. Ma la diplomazia potrebbe farsi strada anche a colpi di hamburger. Se l’Ucraina avrà il suo fondo per la ricostruzione, Mosca ritrova McDonald’s. Asianews racconta del ritorno in terra russa del colosso del fast food, che naturalmente ha puntualizzato che si tratterebbe solo di un rinnovo di permessi già esistenti.
GUERRA, PACE E RAGIONE
In questo video Vittorio Emanuele Parsi, docente di Relazioni Internazionali dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, riflette sul ruolo che l’Europa può giocare dentro questo cambiamento d’epoca che stiamo vivendo. Per Parsi l’Europa è l’unico attore rimasto a difendere la libertà intesa come pietra angolare dell’Occidente.
Ma per ora l’unico sentiero che il Vecchio Continente sembra voler intraprendere è quello del riarmo: in Germania i colossi della difesa assumono e riqualificano fabbriche di treni e auto per la produzione di veicoli corazzati e carri armati. Una scelta che per monsignor Giuseppe Baturi, Segretario Generale della Conferenza Episcopale Italiana va contro ogni ragione.
LA LOTTA PER LA SUPREMAZIA
Sullo sfondo resta la lotta per il dominio globale tra Stati Uniti e Cina.
Qui in 9 minuti Limes riassume bene come Pechino sia riuscita ad avvicinarsi e a diventare il vero avversario di Washington. Uno scontro che si gioca sia sul piano militare ed economico ma anche, e soprattutto, tecnologico. Sembra passata un’era da quando la prima amministrazione Trump prese provvedimenti per bannare Huawei da infrastrutture strategiche e reti 5G nei paesi NATO. Quel ban non ha funzionato e la Cina sta tuttora vincendo la competizione nel campo delle telecomunicazioni: basti pensare che Huawei è il primo fornitore mondiale di reti 5G e che Pechino ha impiegato 3 mesi per costruire 600mila stazioni base dedicate a questa tecnologia mentre gli USA hanno impiegato 2 anni per costruirne 100mila. Oltre alla capacità di raccolta dati per alimentari algoritmi e modelli AI e il potere di intelligence che essa sottintende, il paese che guiderà la transizione verso il 6G sarà in testa anche per partite come robotica e veicoli autonomi. La posta in palio è davvero enorme.
